APRICENA – UIL e Feneal: “Basta navigare a vista, c’è bisogno di nuovi modelli di sviluppo”

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13567525_10209539610597535_3484704770377194297_nLe proposte lanciate nel corso del convegno ad Apricena “Rilanciare la concertazione interistituzionale, creare nuovi modelli di sviluppo per essere competitivi in Italia e all’estero”.

È questo l’appello che UIL E Feneal hanno lanciato ad Apricena, nel corso del convegno “Le cave, identità di una storia” moderato da Salvatore Bevilacqua, segretario generale FenealUil Puglia. Dopo i saluti di Assindustria e dell’Amministrazione Comunale (Paolo Dell’Erba), gli interventi dei relatori. “Le cave di Apricena sono un tassello fondamentale della nostra identità storica, produttiva e culturale. Qui, fino a qualche anno fa, si svolgeva una delle più belle rassegne culturali di tutta la Puglia, “Suoni in Cava”. E il fatto che questo evento non ci sia più ha un forte valore simbolico. È la cartina di tornasole delle grandi difficoltà che il comparto attraversa e dell’incapacità della politica di elaborare soluzioni progettuali innovative”, ha affermato il segretario generale territoriale della UIL Foggia, Gianni Ricci che ha proseguito: “L’ipotesi di accordo contrattuale di settore in discussione rappresenta sicuramente una svolta importante, un passo avanti. Ma non basterà a garantire il rilancio del settore. C’è bisogno di creare nuove sinergie interistituzionali per “bucare” i mercati internazionali. Se non riusciamo a mettere insieme Regione, Provincia, comuni del comparto e sindacati per elaborare anche percorsi di valorizzazione culturale (oltre che economica e produttiva) della Pietra di Apricena, difficilmente riusciremo a esportare all’estero uno dei nostri prodotti di maggior pregio”. Di qui l’appello alle istituzioni: “Ma se è giusto che i sindacati tornino e continuino a fare i sindacati è anche fondamentale che la politica torni a programmare. Abbiamo bisogno di nuovi modelli di sviluppo, altrimenti non usciremo mai dalle secche della crisi. Noi siamo qui oggi anche per lanciare un segnale. Siamo pronti a rimboccarci le maniche e a fare la nostra parte”. Sugli aspetti tecnici del nuovo contratto di è soffermato, Juri Galasso, segretario generale FenealUil Foggia: “L’incremento salariale è pari a 103 euro al livello C, parametro 136, diviso in tre tranches: 30 euro dal 1° giugno 2016, 20 euro dal 1° dicembre 2017 e 53 euro dal 1° gennaio 2019. A mio giudizio, considerando la situazione generale del settore – e i diversi andamenti economico-produttivi dei vari comparti territoriali, si tratta di un buon accordo. Tra i punti qualificanti dell’intesa c’è sicuramente la sicurezza nei luoghi di lavoro”. Nel dettaglio è prevista “la costituzione di una Commissione con l’obiettivo di migliorare norme, protocolli operativi e formazione in materia, pensata per operare in stretta sinergia che con il Comitato Paritetico nazionale lapideo, l’Inail e le Asl. Prima dell’inizio dell’attività lavorativa sarà inoltre obbligatorio seguire un corso di formazione di 16 ore, mentre per i neo assunti sono previste 4 ore ulteriori in aggiunta a quanto previsto dall’accordo Stato/Regioni”. Tra gli altri provvedimenti il rafforzamento dell’articolo sulla formazione professionale, con l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare le professionalità esistenti e di far crescere i giovani, l’adozione dell’accordo quadro interconfederale sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro, l’adeguamento al Testo Unico del 10 gennaio 2014 dell’articolo sulle Rsu, ed il welfare contrattuale.

“E a questo proposito – ha aggiunto Galasso – è giusto porre l’accento sull’incremento del contributo a carico delle aziende per il Fondo Arco, che aumenta dello 0,10% dal giugno di quest’anno e di un altro 0,10% a partire dal 1° giugno 2017, e l’aumento del contributo per il Fondo sanitario Altea, che passa da 8 euro a 13 euro al mese da gennaio 2017. Infine l’elemento di garanzia retributiva è incrementato di 20 euro l’anno”. Altri punti dell’accordo: sviluppo di un sistema di informazione collaborazione con le Associazioni sindacali e datoriali dei comparti delle costruzioni (cemento, calce e gesso, laterizi e manufatti in cemento); tracciabilità in busta paga dei versamenti che le aziende devono fare al Comitato Paritetico ed Altea; esigibilità della contrattazione di secondo livello; attivazione delle parti sociali per la immediata applicazione del decreto del MIUR n.836/2014 per la istituzione del corso di studio di Coltivazione e lavorazione dei materiali lapidei negli Istituti Professionali, specialmente quelli che hanno la loro sede nei distretti e nei bacini della pietra; piena applicazione del Protocollo NEPSI relativo alla protezione dei lavoratori contro la polveri della silice cristallina; nuovo articolo sull’efficienza energetica. “Il quadro complessivo mi sembra positivo anche se, come è giusto che sia, l’ultima parola spetti ai laboratori”. Il segretario generale della UIL Puglia, Aldo Pugliese si è soffermato sulla necessità “di avviare un confronto più serrato con le istituzioni e il governo sul Mezzogiorno”.

Conclusioni affidate a Vito Panzarella, segretario nazionale FenealUil, che ha toccato un altro aspetto di particolare importanza: “I diritti dei lavoratori devono essere uguali per tutti ma i lavori non lo sono. Chi lavora nelle cave ha diritto di poter accedere all’istituto dei lavori usuranti e alla pensione anticipata. Il nostro impegno va in questa direzione”.

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