GARGANO – MASSERIE NELLA TERRA DEI LAGHI – ARCHITETTURA RURALE NEL GARGANO SETTENTRIONALE

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di: Gino Carnevale

…”un viaggio senza fine, in continuo mutamento, fatto di acqua e polvere, di sole e di nuvole. Un lungo lavoro di ricerca iniziato con il grano ancora verde, la terra nera e le strade deserte e terminato con i campi dorati, le ferule in fiore e gli ombrelloni aperti sulle spiagge”.
La capitanata di Mario Cartaro e Cola Antonio Stigliola 1590-1597

Il Gargano è magico, è un luogo di cui se ne sono innamorati in tanti nella storia; cito l’artista l’italo-tedesco Bortoluzzi, il quale scelse nel lontano 1953 Peschici, quinte di case inverosimili, strette ed alte come torri, oppure a un solo piano, senza tegole, con tetto a cupola rivestito d’intonaco e i margini voltati ad onda per convogliare le piogge entro le cisterne sottostanti alle grondaie. Case scialbate e calce, o dal colore grigio-rosato dei muri antichi. Bianchi e azzurri che richiamano un’isola greca, il villaggio di Oia, a Santorini, nelle elleniche Cicladi. Scoprono improvvisi scorci luminosi aperti tra valli e mare. Ma di personaggi che si sono innamorati della nostra terra ne possiamo citare a centinaia.
Venerdì 15 settembre 2017 vede il battesimo di un qualcosa di magico sul nostro territorio, nella nostra provincia di Foggia, sul nostro meraviglioso Gargano, una presentazione a dir poco magica e profonda con una mole di lavoro non indifferente fatto da un giovane ragazzo Alex De Muzio che ha trovato terreno fertile nella sua grande e magistrale esposizione su un libro “MASSERIE DELLA TERRA DEI LAGHI” architettura rurale nel Gargano settentrionale; Claudio Grenzi Editore.
L’invito non poteva essere disatteso, meritava davvero di essere accolto e di essere vissuto nella meravigliosa masseria “Zaccagnino” in contrada San Nazario dove ha sede l’Azienda di servizi alla persona “Don Vincenzo Zaccagnino”.
Risultati oltre le aspettative, organizzazione impeccabile e ospiti arrivati da ogni parte della nostra meravigliosa Puglia. Studiosi, architetti, archeologi, nomi della politica regionale, della camera di commercio, imprenditori e imprenditrici hanno preso parte a questo evento che segnerà l’apertura ad uno scenario di vera economia e imprenditorialità sana rivalutando ciò che abbiamo e di cui siamo orgogliosi. Il Gargano non è e non deve essere secondo a nessuno, il Gargano deve essere terra di economia e di turismo nel soddisfare le richieste sempre più numerose dei turisti ma soprattutto educare a far rivivere tutto ciò che la storia ci ha lasciato. La vita rurale, le campagne, l’agricoltura, le masserie come fulcro di vita e di economia. Il lavoro fatto da Alex De Muzio è un lavoro degno di plauso e di riconoscimenti perché le nostre terre sono davvero ricche di punti storici e di vitale interesse. Oltre settecento se ne contano, e non è stato senza dubbio un lavoro facile. Allora ecco che scatta quella passione per ciò che viene fatto e per ciò che si vuole realizzare nel futuro garganico terra di Puglia, una delle più belle regioni d’Italia.
Un gruppo di lavoro fantastico, un cervello che è concentrato sulla propria terra e sulle proprie origini. Annamaria Fallucchi, presente in tutto ciò che si chiama cultura e sviluppo del territorio. Patrizia Lusi, presidente dell’Asp Zaccagnino, caparbia, un treno che corre e che sa coinvolgere. Aria di freschezza e di cose nuove. Due donne, un risultato assicurato.
La serata inizia con l’arrivo di numerosissimi ospiti presso i viali della Masseria Zaccagnino in una calda serata illuminata da fiaccole ai lati dei viali e da luci notturne all’imbrunire che arricchiscono quel luogo fatto di storia e di sviluppo per la nostra terra. Sala convegni strapiena, persone attente e in silenzio religioso ascoltano la presentazione affidata a Giovanni dello Iacovo che chiama subito il presidente Patrizia Lusi la quale si dice soddisfatta e incredula a tratti emozionata per la numerosissima partecipazione. A seguire l’intervento dell’assessore regionale all’agricoltura della Regione Puglia Leo Di Gioia portando i saluti e i plausi per un lavoro così dettagliato e fine dicendosi soddisfatto e soprattutto aperto a qualsiasi collaborazione in termini di agricoltura e masserie finalizzate ad uno sviluppo rurale nelle nostre zone, un ritorno come nel passato. Fra i presenti il presidente della Camera di Commercio di Foggia Fabio Porreca, garganico d’adozione in duplice veste e con tanta emozione nelle sue parole, dove si leggeva quell’amore profuso a ciò che con tanti sacrifici oggi vede realizzato un qualcosa di unico nel nostro territorio, la Don Nunzio e Cavallo, un’azienda agricola che è rinata grazie all’amore e ai tanti sacrifici della sua imprenditrice Annamaria Fallucchi che ha creduto ancora una volta nel suo territorio, nelle sue capacità e nelle sue radici che esporta ovunque lei vada imponendo quest’amore per il Gargano. Il suo intervento è stato dettato dal cuore, non facile per lei parlare davanti a tante persone, sopraggiunge l’emozione, l’amore, ma soprattutto ciò che ha voluto donare alla storia con questa collaborazione con Alex De Muzio e la Regione Puglia realizzato da “Archeologica srl” e patrocinato da “Asp Zaccagnino”, “Comune di Lesina”, “Comune di San Nicandro Garganico”, “Comune di Cagnano Varano”, “Comune di Ischitella e Parco Nazionale del Gargano”. Don Nunzio e Cavallo oggi è una realtà affermata e Annamaria Fallucchi vede in quella realtà anche quella di tante altre sparse sul territorio garganico. Riappropriarsi di queste masserie e farle rivivere, creare fulcro e creare economia ed accoglienza. L’imprenditoria sana oggi viene favorita da finanziamenti europei che restano appesi senza essere spesi. Allora ecco l’esortazione delle autorità a lavorare sempre di più per lo sviluppo. Tra gli altri relatori e ospiti presente Raffaele Piemontese assessore al bilancio, demanio e patrimonio della Regione Puglia; Simonetta Bonomi sovrintendente archeologica , belle arti e paesaggio provincia di Foggia; Saverio Russo, docente di storia moderna presso l’Università di Foggia; Gianfranco Piemontese, architetto, storico dell’arte; Domenico S. Antonacci guida turistica del Gargano; Feliciano Stoico archeologo paesaggista.
Il libro si incammina in un viaggio che parte da Lesina, nella bellissima Abbazia di Santa Maria in Ripalta frazione del comune di Lesina, a pochi passi dal fiume Fortore su una lieve altura. L’intero complesso fu eretto nel 1201 e dava ospitalità ad una numerosa comunità di monaci. Si prosegue con San Nicandro Garganico e la meravigliosa masseria Zaccagnino, luogo dell’evento per la presentazione del libro. A due passi dal lago di Lesina, dalle sorgenti di San Nazario e dal torrente Caldoli al confine tra i territori di San Nicandro Garganico, Lesina, Apricena e Poggio Imperiale. Edificata nella prima metà dell’Ottocento, si tratta di un’unità produttiva diversificata in differenti sistemi edilizi posti a coronamento della palazzina padronale. Posta San Nazario costruita quasi certamente nel XVIII secolo e si inseriva in un contesto rilevante dal punto di vista strategico anche perché ben collegata con le città di Procina (l’attuale Apricena) e Lesina. San Nicandro Garganico, Masseria Mezzana Grande, o masseria dei cinque balconi, architettura urbana in contesto rurale che riprende i caratteri stilistici dei palazzi nobiliari ottocenteschi. San Nicandro Garganico, Casino Caruso Masseria Chirò, prototipo dell’architettura rurale tipica dell’agro di San Nicandro Garganico costruito intorno alla metà del XIX secolo e sorge in località coppa Caruso sulla strada che collega San Nicandro a Torre Mileto. San Nicandro Garganico, Masseria Don Matteo, complesso masseriale Don Matteo Zaccagnino non distante dal Casino Caruso e si estende su una superficie di circa tre ettari in località Piana di Sagri. San Nicandro Garganico, Masseria Forquet, situata in località Coppa del Vento, la masseria spesso segnata con il toponimo “Forchetta” fu fatta costruire dal duca Forquet appartenente ad una famiglia nobile napoletana di origine francese. Carpino, Casino Russo, edificato nella seconda metà dell’Ottocento in località Coppa Calda. Carpino, Casino D’Addetta, immersa in un parco di uliveti secolari nella piana di Carpino sorge questa costruzione ottocentesca. Ischitella, Casino Ventrella, in contrada Principe, sulla strada interna che collega Ischitella a Carpino, sorge quello che in un tempo fu il Casino di caccia del nobile Pinto, principe di Ischitella e barone di Peschici. Ischitella, Casino Solagna, non molto distante dal centro abitato in località Solagna, svetta questo edificio che domina il cosiddetto vallone dei mulini a ridosso del torrente Romandato.
Grande attenzione è stata data alla grande laguna di Lesina che si estende lungo la costa per 22,4 km immediatamente a Nord del promontorio del Gargano. Si passa all’ampia insenatura che oggi ospita la laguna di Varano e che conserva tracce della presenza umana dalla preistoria ai giorni nostri. San Nicandro Garganico, Masseria Don Nunzio e Cavallo, in un territorio noto con il toponimo “Cerqua Grossa” , grossa quercia, immersa nei colori della macchia mediterranea del Gargano tra il verde selvatico degli uliveti e l’azzurro terso del cielo. La masseria, rinata come luogo di ospitalità e ristorazione si trova in un territorio ricco di storia, tradizioni e dall’incomparabile patrimonio naturalistico. Le lagune di Varano e di Lesina, le Isole Tremiti visibili a occhio nudo in lontananza nell’Adriatico.
Ecco allora ciò che è la nostra ricchezza sul Gargano, un enorme patrimonio che merita di essere vissuto e assaporato come ciò che l’organizzazione ha riservato a tutti gli ospiti con piatti tipici del luogo e ottimi vini della zona.

….”ogni Regione ha le sue terre, dei luoghi, che sono il simbolo del suo passato, uno spazio in cui è ancora possibile ritrovare la natura, e che insieme consentono di pensare un futuro fatto di sviluppo e natura, di arte e modernità. Per la Puglia, uno di questi luoghi , anzi il luogo per eccellenza di tutto questo è proprio il Gargano…. Vista dal Tavoliere, la montagna è veramente maestosa, si presenta come un massiccio drammaticamente accidentato. Ma a chi sale si offre poi una vista diversa, una ricchezza di orizzonti e scorci prima inimmaginabili”. Sabino Acquaviva

Gino Carnevale

 

 

 

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