FOGGIA – La replica del sindaco Landella, alla lettera aperta dei segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil

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«Sono sinceramente dispiaciuto per i toni che i segretari di Cgil, Cisl e Uil hanno scelto per convocare il sit-in dell’altro giorno dinanzi Palazzo di Città e per indirizzarmi la loro lettera aperta. Trovo che abbiano imboccato una strada che ha a che fare più con la politica che con la rappresentanza delle istanze occupazionali e sociali di cui sono legittimamente titolari.

Non lo affermo compiendo una “caduta di stile”, ma leggendo l’impianto delle motivazioni della loro mobilitazione. “Sterili risultati”, “maggioranza raffazzonata”, “tirare a campare” sono infatti espressioni che trovano piena cittadinanza nel gergo della politica e che potrebbero essere assolutamente sovrapposte a quelle utilizzate da un consigliere di minoranza. E non è un caso se queste espressioni abbiano trovato una immediata e quasi totale coincidenza con quelle utilizzate dal Partito Democratico per denigrare il lavoro dell’Amministrazione comunale in carica. Il sospetto della strumentalizzazione politica, dunque, non è una mia invenzione. È piuttosto una constatazione amara.

D’altro canto i tre segretari invocano una disponibilità al confronto da parte del Comune di Foggia che nei fatti c’è sempre stata. Soprattutto intorno a questioni strategiche, a cominciare da quelle legate al diritto alla mobilità del territorio provinciale: dalla piena operatività dell’aeroporto “Gino Lisa” al tema della seconda stazione ferroviaria. Ho reso le organizzazioni sindacali partecipi di ogni iniziativa, includendo la loro presenza nelle delegazioni istituzionali che hanno incontrato l’allora Ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ed il Governatore della Puglia, Michele Emiliano. Una partecipazione reale e concreta, che vale molto più delle manifestazioni di piazza.

Naturalmente non mi sfuggono le difficoltà da cui è attraversata la nostra città. E non ignoro i settori in cui i problemi sono più difficili, essendo impegnato ogni giorno nell’affrontarli cercando soluzioni che guardino al bene comune e all’interesse collettivo. Ma rifiuto l’idea, un po’ grossolana e superficiale, in base alla quale vi sarebbe un “vuoto” in termini di attività. I progetti messi in campo, in particolare sul fronte della programmazione, sono lì a dimostrarlo: dalla riqualificazione delle periferie alla rigenerazione urbana, dalla costruzione di uno schema di regole in ambito commerciale all’aumento degli stanziamenti di bilancio destinati alla manutenzione stradale fino al progetto di finanza relativo alla pubblica illuminazione, solo per fare alcuni esempi.

Ed allora confermo la mia piena disponibilità al dialogo, che spero si svilupperà in un clima di reciproca legittimazione, libero da argomenti ed iniziative che hanno troppi punti di contatto con l’attività politica di opposizione. Continuo a chiedere un confronto sulle questioni, come avevo già annunciato al segretario della Cisl, Emilio Di Conza, costruito attraverso una discussione pacata e di merito. Proprio questa mattina, prima ancora che i sindacati annunciassero per martedì 15 maggio la prosecuzione della loro mobilitazione, ho inviato formale richiesta di incontro a Cgil, Cisl e Uil per giovedì 17 maggio, essendo impegnato in altri appuntamenti istituzionali prima di quella data. Sono certo che in quella occasione le organizzazioni sindacali, che non ho visto manifestare con questa determinazione e questa solerzia quando il Comune è stato ridotto alla bancarotta finanziaria e quando i rifiuti sommergevano la città, sapranno offrire all’interlocuzione istituzionale una base un po’ più solida degli slogan da manifesto elettorale».

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