SAN SEVERO – LA GIORNATA DELLA MEMORIA NEI LOCALI SOTTOSTANTI LA CAMERA DEL LAVORO

843 visualizzazioni

Il Festival DauniaPoesia, che da quest’anno oltre a essere diffuso nello spazio è anche diffuso nel tempo, arriva a San Severo con il Quarto Capitolo del tema “L’arte di essere umani”.

L’appuntamento, organizzato dall’Associazione Rhymers’ Club – Presìdio del libro di San Severo – in collaborazione con l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di San Severo e l’Associazione Makondo di San Severo, promosso dalla Regione Puglia Assessorato Industria Turistica e Culturale, a 80 anni dalla pubblicazione del Manifesto del razzismo italiano, intende rievocare la vergogna delle leggi antiebraiche e razziste approvate il 14 dicembre 1938 dalla Camera dei Deputati. La memoria delle persecuzioni e degli orrori che ne seguirono costituisce monito perenne affinché la cultura italiana sia per sempre baluardo della libertà e della dignità della persona.

Domenica 27 gennaio, giornata della memoria, alle ore 19.00, presso i locali sottostanti la Camera del Lavoro sita in Piazza Allegato a San Severo, dopo i saluti della Presidente di Makondo, la dottoressa Veronica Tonti, seguiranno l’introduzione dell’Onorevole Severino Cannelonga, referente dell’ANPI San Severo, l’introduzione di Raffaele Niro per il Presidio del Libro di San Severo, e gli interventi del giornalista Gennaro Tedesco, autore del libro “Giuseppe Limosani, il maestro partigiano”, e dell’Editore Andrea Pacilli.

È dedicato alla storia di Giuseppe Limosani, il partigiano di San Giovanni Rotondo (FG), il libro “Giuseppe Limosani, il maestro partigiano”, scritto dal giornalista  Gennaro Tedesco e pubblicato da Andrea Pacilli Editore, con la prefazione di Salvatore Ritrovato.

Il giornalista ha ricostruito la storia di Limosani da “resistente”, quando questa comincia dopo l’8 settembre del ’43 ossia in uno dei momenti più tragici della storia nazionale.

Giuseppe accompagnò a Montecchio Precalcino, un piccolo comune del vicentino, un suo compagno d’armi: a Montecchio incontra il partigiano Livio Campagnolo e aderisce alla lotta di Liberazione; dal marzo 1944, Giuseppe Limosani entra nella Resistenza: nel gruppo di Preara della Brigata “Mazzini”.

«La vicenda di Limosani, qualora non avesse corso il rischio di  essere dimenticata, avrebbe potuto essere  strumentalizzata per fini politici, creando molta confusione e imbarazzo. Non si poteva sperare  meglio, oggi, di rileggerla con l’attenzione che essa  merita come monito antropologico alla nostra  umanità, schiava di un pervasivo sistema economico-finanziario». Scrive nella prefazione al libro il professore Salvatore Ritrovato.

La lotta di Liberazione è un racconto commovente di tanti uomini e donne.  La liberazione è stata un regalo alle generazioni che verranno, un atto di fede più che di rottura, un imperativo morale più che storico. La storia di Giuseppe Limosani, detto Peppino, è emblematica del periodo storico, e contribuisce a farla diventare commovente anche la passione, l’amore e il rigore del protagonista. Chi lo ha conosciuto lo ricorda come una persona perbene, di altri tempi, un maestro di scuola esemplare. In vita fece il partigiano ma fu anche il cerimoniere del funerale di padre Pio.

Ma in questa storia c’è anche il ruolo del Mezzogiorno nella Resistenza: Peppino è un uomo del sud, nato a San Giovanni Rotondo, ma ha avuto un ruolo importante nella lotta per la democrazia in Italia.

Gennaro Tedesco

(San Giovanni Rotondo, 1975), giornalista, si occupa di comunicazione. Dal 1993 a Bologna, dove inizia il suo percorso nel mondo della comunicazione e della pubblicità, dal 2006 in Puglia. Collabora con Tv e giornali. Con Stilo Editore (2013) è nell’antologia I Fuggiaschi con un proprio racconto. È cofondatore del giornale on line Il Fatto del Gargano.

Raffaele Niro

Ass. Cult. Rhymers’ Club

Festival DauniaPoesia

Potrebbero interessarti anche...