SAN SEVERO – Lega, Marcello De Filippis: il commercio muore e nessuno se ne occupa

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San Severo sta vivendo un periodo di totale stop economico che oramai esula dalle dinamiche di livello internazionale o nazionale avendo alla sua base problemi strettamente legati al nostro territorio. Certamente molti sono gli aspetti che dovrebbero essere analizzati per capire come mai una economia già precaria sta continuando inesorabilmente a sprofondare verso livelli bassissimi, livelli di decrescita economica che portano alla chiusura di numerose attività storiche della nostra città e anche di attività più recenti che, purtroppo, vedono spesso l’abbassarsi definitivo delle serrande dopo solo pochi mesi dall’apertura. Non tutte le colpe le ha l’amministrazione comunale di turno ma é altrettanto vero che l’attuale amministrazione ancor più delle precedenti ha completamente messo da parte seri interventi volti a favorire lo sviluppo economico e la nascita di attività durature nel tempo. Non dimentichiamo infatti che numerose potrebbero essere le attività di promozione che il comune potrebbe e dovrebbe intraprendere per favorire il commercio e la ripresa economica di San Severo ma sembra che, a parte slogan e medaglie messe a caso per ipotetici risultati raggiunti visibili solo a pochi diretti interessati evidentemente, nulla sia stato fatto fino ad ora (le poche cose portate avanti sono inoltre state fatte con i piedi ma meglio non criticare e pensare ad un serio miglioramento). Lo sviluppo del commercio rappresenta un motore per la creazione di posti di lavoro in città (veri, non quelli da campagna elettorale) e generare luoghi dediti al commercio, al tempo libero e allo svago sette giorni su sette dovrebbe essere di primaria importanza. Una città é viva se coloro che la abitano trovano pieno sfogo all’esaudirsi delle proprie necessità materiali, culturali e sociali. Non voglio nemmeno parlare del turismo, del quale la nostra città potrebbe tranquillamente vivere, poiché andrebbe a toccare altri punti dolenti che sarà meglio analizzare in altre sedi e altri momenti. Il commercio ben sviluppato e sostenuto funge da collante tra i residenti stessi che, oltre alla movimentazione di denaro, vedono una città maggiormente produttiva e ne traggono beneficio anche sotto il profilo psicologico! Per rilanciare il commercio cittadino andando ad invertire il grave processo di progressiva chiusura degli esercizi tradizionali a favore dei grandi centri commerciali extra-urbani occorre innanzitutto che il Comune adotti metodi di lavoro volti all’ascolto e alla presa di decisioni condivise (reali e non lasciati su carta per mettersi solo l‘ennesima medaglia). Come ho già in altre occasioni detto, anche in questo caso non dobbiamo inventarci nulla ma basta prendere spunto dalle città italiane ed europee maggiormente virtuose e vicine ai nostri canoni socioeconomici. In tal senso si dovrebbe procedere nel rendere San Severo un City Shopping Center con azioni di progettazione e promozione di specifici percorsi dello shopping su base stagionale intersecati con i percorsi artistici e animati da eventi musicali in grado di coprire ogni momento della giornata (e no, non come si fa due volte all’anno a piazza Carmine, dimenticando il resto della città o a Natale, quando senza l’intervento dei privati esercenti si avrebbe altrettanta desolazione). Si deve condividere con i commercianti un programma preciso relativo alle attività di animazione, degli eventi culturali e di quant’altro possa contribuire a creare omogeneità di operato per sostenere le libere iniziative di auto promozione dei commercianti! L’amministrazione questo dovrebbe fare: sostenere, anche con momenti di formazione per i commercianti volti ad incrementare le competenze di marketing e quelle gestionali oltre che permettere così la fortificazione di scambi intersettoriali tra le attività della città! Inoltre, per riprendere il punto appena toccato precedentemente, queste attività devono essere portate avanti per tutta la città non soltanto in determinate zone! Bisogna sostenere le attività di vicinato facendolo secondo quelle che sono le esigenze dei vari quartieri poiché attività di promozione che vanno bene per il centro storico potrebbero non essere sufficientemente produttive per altre zone della città e viceversa. C’è davvero tantissimo lavoro da fare ma é possibile; basta la reale voglia di farlo e le competenze necessarie che dovrebbero comunque essere entrambe doti indispensabili per amministrare una città. Dovrebbero!

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