SAN SEVERO – LETTERA APERTA DI DINO MARINO (CHE STA CON MIGLIO) AL COGNATO GIOVANNI CERA (CHE STA CON TRICARICO)

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riceviamo e pubblichiamo

DI DINO MARINO

Mi permetto di parlarti così perché politicamente siamo cresciuti assieme e credo che la nostra militanza é una parte importante della vita nostra che nonostante le divergenze ci accomunano gli affetti famigliari e tante questioni e idealità che non possono non vederci che della stessa parte. Sono comunque convinto che ci saranno maniere e tempi per una discussione che ad un certo punto diventerà una vera e propria scelta di campo..Però la verità é proprio diversa dalla sensazione che pure tu indichi. Cerco di spiegarlo utilizzando la tua stessa impostazione. Il rischio specialmente per certa sinistra é quello di cercare sempre una nuova #arabafenice, mentre abbiamo bisogno di risposte forti, qui e ora, che in parte possiamo dare qui dal basso e in altri casi, abbiamo bisogno di rapportarci alle politiche regionali , nazionali, europee e alla stessa globalizzazione in questo tempo: “l’era della informazione”. Non é vero che la politica amministrativa é fragile e riduttiva. Credo, invece, quella politica, che in se aveva molte contraddizioni e condizioni della vecchia politica ma che allo stesso tempo poneva serie condizioni di cambiamento anche generazionale. Ecco io credo che “bene comune” si sia affinata, aprendo sostanzialmente a metodi ed impostazioni che hanno convinto settori tradizionali e nuovi ad entrare in contatto con essa.
In questo, Francesco Miglio e la sua coalizione hanno dimostrato coraggio ed autonomia politica e progettuale, ha dimostrato e rivelato un retroterra politico-culturale che lo ha riavvicinato alla sua area, tanto da riallacciare il rapporto politico in sintonia con il PD, che lo voglio ribadire, forte e chiaro, non ha tradito i suoi elettori, come dici tu, che tra l’altro di questi non fai più parte da tempo, ma proprio per rilanciare quelle forze che credono in un progetto di futuro, colgono i segni di cambiamento che sono diventati più forti e passano dalla “coalizione bene comune” ad una più aperta: al PD, alle tante persone, associazioni e liste civiche, confluendo nell’alveo di una maggioranza più ampia. 
Oggi con la presenza del PD e dei compagni socialisti , con una maggiore presenza dei cattolici che sono presenti in molte liste si presenta una nuova coalizione che sostiene Miglio, che mette insieme le aspettative della città, con i valori del cattolicesimo , del liberismo e della sinistra, in questo tempo, in cui abbiamo bisogno di partire dal particolare, dai bisogni territoriali e cittadini, alle nuove frontiere della globalizzazione.
É vero in questi anni molte cose sono accadute, è cambiato lo scenario politico, non per trasformare la palestra della politica in un ring di box , la frantumazione e la degenerazione della vita politica, in paure e identità pericolosamente populiste…
La situazione sociale é difficile ma San Severo nello scacchiere provinciale non può essere paragonata ne a Foggia, ne a Cerignola e neppure a Manfredonia, anzi, sicuramente la situazione é decisamente migliore grazie, anche, al contributo fattivo di quella parte di coalizione del bene comune che ha tenuto a galla è migliorato la nostra città. 
La guerra di mafia con morti e feriti che ha sconvolto la nostra comunità, si consuma in uno scacchiere provinciale dove esiste, vorrei ribadirlo “la quarta mafia”, la più feroce del Paese e per la prima volta da anni nasce una risposta forte dello Stato, altro che aspirina nasce a San Severo la sede dell’Anticrimine grazie anche all’impegno personale di Francesco Miglio, che ha portato ad istituire i Cacciatori di Puglia sul Gargano, alla costruzione della nuova sede della polizia di Stato e il rafforzamento della presenza della Finanza che passerà dalla compagnia al gruppo e alla costruzione nella sede nuova caserma che sarà ubicata nella sede lasciata dalla Regione che ospitava 130 migranti. quindi aggiorna le tue analisi, altrimenti non si capisce il fenomeno, che non riguarda solo la microcriminalità diffusa, come tu sostieni, che genera paura e rende pesante e insicura la vita quotidiana, ma essa é aggravata dalle 
stragi in pieno giorno, o le bombe agli esercizi commerciali, la risposta dello Stato senza la consapevolezza della maggioranza di Miglio sarebbe stata meno autorevole e precisa! 
La devastazione sociale acuita dalla crisi occupazionale è figlia di una crisi economica che ha coinvolto tutti settori produttivi.La crisi ha messo in crisi lo stesso terziario, sia quello del credito che dei servizi commerciali e colpisce le basi vitali della città in questo scenario bisogna arrotolarci le maniche delle camicia e cercare di rigenerare la città. Perché é vero non bastano i supermercati, e le lottizzazioni private che ne aiutano la crescita ma non ci mettono in condizioni di puntare ad una crescita capace di rispondere al fabbisogno sociale con interventi straordinari. Ma la domanda oggi è ora: come rispondere ad una rete distributiva che non premia la qualità e i prodotti locali , la spinta ad una competizione ci deve mettere nelle condizioni di una redistribuzione del reddito che può avvenire solo attraverso la qualità e la commercializzazione dei nostri prodotti agricoli , solo riscoprendo e innovando le nostre identità agricole. Per questo penso ad una politica attiva del lavoro che si può costruire mettendo le basi ad un vero e proprio “distretto del cibo”. 
La magistratura ha svelato un imponente traffico illecito di rifiuti e di inquinamento del nostro suolo agricolo, che coinvolge ceti affaristico-mafiosi fortemente radicati nel territorio collegati con la camorra campana. Per questo chiediamo un forte impulso alla Regione e al Presidente Emiliano nel bonificare il nostro agro, colpito da sversanenti che mettono in ginocchio anche la nostra agricoltura di qualità. Partendo proprio da questa città che sull’accoglienza e sull’integrazione é una frontiera positiva, occorre smontare un agricoltura piegata su se stessa, con uno sfruttamento della manodopera immigrata e di un doppio mercato del lavoro fuori controllo.
L’agricoltura già in crisi rende il settore più vulnerabile alla volatilità ndei prezzi imposti dalla distorsione dei mercati globali, subisce un danno enorme dalle attività illecite di inquinamento ambientale e dalla presenza di un caporalato assoggettato al crimine insediato nel territorio. A ciò si unisce una decrescita complessiva dovuta al ridimensionamento e allo smantellamento di tutti quei raccordi istituzionali e di strutture che definivano un ruolo di zona a San Severo, funzioni molte volte centralizzate a Foggia. 
La politica proprio rispetto a ciò non ha bisogno di ulteriori contrapposizioni ma un idea di città su cui misurarci senza demonizzare chi la pensa in modo diverso ma allargando al massimo competenze e capacità amministrative con novità e nuovi gruppi che si vogliono misurare per una San Severo migliore e non dietro un civismo senza idealità, intorno ad un agenda valoriale sul lavoro, l’ ambiente, innovazione, giustizia sociale e nuove forme di welfare sono i temi sui quali vanno costruite risposte politiche che la comunità attende. Su ciò su un progetto capace di includere le fragilità economiche e di un governo aperto a tutte le componenti della città. Non abbiamo bisogno di antipolitica e di qualunquismo, neppure di narcisismo politico deteriore. Non serve più un vecchio ceto di potere che ha segnato il nostro Mezzogiorno. Non ci sono ceti amministrativi al massimo ci possono essere idee sulla città diverse. Mi pare di capire che c’è un centrodestra e un centrosinistra, che non sono stati già rispetto all’amministrazione precedente la stessa cosa ma due cose distinte e separate. Si vuole dare forza a percorsi civici, che hanno la pretesa di pescare da tutte le parti. Mettendo da parte schieramenti alternativi per evidenziare un nuovismo senza anima. Se certa sinistra di riferimento, approda alle tue conclusioni é cento volte meglio Miglio, Simona Venditti o Antonio Stornelli ecc… Se nel 2014 al cambiamento voluto dalla coalizione di Miglio se non ci fossero stati interazioni regionali e nazionali, prima con Emiliano, dopo con Minniti, passando per Delrio, Piemontese, Di Gioia e Pisicchio, e con tutto il PD regionale e nazionale e a tutto il centrosinistra, non avrebbe avuto tutte le aperture di credito che ha ricevuto per finanziare la legalità e le infrastrutture. Relazioni e sinergie che il civismo “troppo carico” scelto da te non ha. Anzi, non mi pare che questa tua scelta abbia nulla di quella sinistra a cui tu ti riferisci. Meglio Miglio e la coalizione larga messa in campo, questa nuova alleanza é la vera araba fenice che cerchi a più riprese di acchiappare da almeno un decennio senza riuscirci. Le Sinistra paga il prezzo delle divisioni. L’Unità anche con qualche diversità é l’elemento fondante sempre, in essa non ci sono rendite di posizione, anzi, le stesse si rinnovano ad ogni elezione. Questo non é il tempo delle contrapposizioni ma del fare e della capacità di continuare a lavorare per il futuro San Severo…. con Miglio e il mio popolo il percorso della governabilità é più lineare, più largo, più giusto…una riflessione non si fa mai con l’ascia ma comprendendo le ragioni dell’altro senza però fare salti nel buio che non aiutano le persone che di vogliono rappresentare e neppure la città ma solo l’ambizione personale di qualcuno i progetti quando ci sono hanno spessore diverso!

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