APRICENA – IL 13 APRILE INAUGURAZIONE DI “SCULTURE IN CORSO”

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PARCO SCULTURE “MADREPIETRA”
Sculture in Corso. Museo Madrepietra di Apricena
È inevitabile che la città di Apricena, che ha dato il nome ad una pietra con cui si realizzano tradizionalmente opere di design, sculture, edifici, piazze, arredi urbani, strade, proprio nel momento in cui riprogetta il suo corso principale, dovesse dedicare parte di questa opera urbana a scultori contemporanei.
Scultori che hanno nel loro DNA la materia (pietra, marmo, granito e poi ceramica, bronzo, legno), che hanno lasciato i loro segni in ogni parte del mondo, perfino in grandi musei come l’Hermitage o esposto le loro opere in importanti istituzioni quali la Triennale di Milano.
Sculture in Corso non vuole essere una mostra temporanea, ma l’inizio di un vero e proprio museo a cielo aperto nel centro della città di Apricena. Un museo che è una vera e propria opera collettiva resa possibile dalla visione di un’amministrazione pubblica, dalla partecipazione di aziende del luogo in cui estraggono dalle cave e lavorano con i loro macchinari all’avanguardia la pietra, che questa volta hanno messo a disposizione di affermati scultori quali Giuliano Vangi, Ugo La Pietra, Francesco Granito, Cristian Biasci.
L’operazione è ambiziosa, si immette in un circuito virtuoso e ideale di tante altre città del mondo che integrano l’arte non solo nel tessuto urbano e sociale, ma nel territorio e nella sua storia materiale, invitando degli artisti a realizzare appositamente opere con la materia stessa che condivide il nome con la città, come avviene del resto per il marmo di Carrara, la pietra leccese, la ceramica di Albissola o l’alabastro di Volterra.
Non un semplice parco urbano di sculture (che di per sé sarebbe già eccezionale avere in un piccolo paese come Apricena), non delle semplici sculture commissionate a importanti artisti (anche questo segno di una visione allargata), ma opere urbane site-specific, quindi irripetibili, sia per collocazione che per tipologia di materiale utilizzato.
Ognuno dei quattro artisti ha pensato a un progetto specifico partendo da un solo condizionamento: le dimensioni del blocco di pietra, per tutti le stesse, ma che ognuno ha reinventato a suo modo.
Dalla figura metamorfica di Vangi (Donna che si gira) alle abitazioni arcaiche di La Pietra (Dalle cave all’architettura), dalla surreale e imponente piuma di Granito (Soffioscultura) a quella organica e sensuale di Biasci (Chrysalys), allo spettatore, nel fluire del suo passaggio quotidiano, appare non soltanto una bella strada di nuova costruzione (utilizzata nel commercio di tutti i giorni), ma un nuovo
modo (questo mai scontato né limitato nel tempo) di vedere lo spazio collettivo, di assorbirlo in senso estetico e emotivo, più integrato alle esperienze diversificate della realtà.
Il senso di denominare queste opere come “sculture in corso” in un Museo Madrepietra non sarà solo nel localizzare e specificare ancor di più una geografia territoriale e materiale, ma anche invitare chi vive ogni giorno la città ad aver cura di queste sculture che sono quindi opere d’arte, a trattarle come le ultime venute che però possono elevare e migliorare il contesto urbano, sociale e umano, col loro silenzio, con la loro bellezza, con la loro forza ma anche la loro fragilità.
Di questo museo custodi, curatori, conservatori, spettatori, saranno dunque i cittadini di Apricena e tutti quelli che, incuriositi e attirati da questa novità a lunga scadenza, vorranno visitarlo.

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