FOGGIA – Lovecchio: “Caso Ataf, la città e l’azienda piegate da un osceno sistema spartitorio”

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“Il caso Ataf con la defenestrazione da parte del sindaco di Foggia dell’ultimo presidente in carica, l’ingegner Stefano Toccaco, fa cadere Foggia e l’azienda di trasporto pubblico urbano in un teatrino vergognoso ed indecente, che offende l’utenza, i cittadini tutti e i dipendenti della partecipata del Comune di Foggia”.

È quanto afferma l’onorevole del M5S Giorgio Lovecchio, che continua: “Nelle ultime ore abbiamo ascoltato le dichiarazioni più diverse. C’è chi si appella al merito, ma avrebbe di buon grado sfruttato quella postazione, dal momento che ha offerto al referente politico del presidente, una nuova casa elettorale, nonostante avesse mantenuto in vita l’amministrazione Landella, essendo direttamente responsabile della crisi aziendale che l’Ataf vive. Per un anno quell’organo di governo ha inciso fortemente sul merito delle singole scelte di gestione, ma non ha oggi nessuna responsabilità formale. La nuova e sempre più ampia precarietà degli incarichi dirigenziali e di governo, nel corso dell’amministrazione Landella, non ha mai risposto a criteri manageriali e di buona gestione aziendale, ma solo a logiche fiduciarie. E il sindaco Landella ha avuto anche il coraggio di ammetterlo, in modo autoassolutorio. Le cittadine e i cittadini foggiani per 5 anni hanno dovuto assistere agli scandali delle inchieste giudiziarie che ancora pendono su Ataf, ai balletti tra questo e quel presidente ad un mese dalle elezioni amministrative, alla vicenda dei parcometri, divelti, mal funzionanti e non redditizi per il Comune di Foggia, con un’impresa affidataria del servizio che non versava quanto riscosso, e al disfacimento dell’azienda e dei suoi mezzi pubblici, con i dipendenti che attendono ancora un credito di 300mila euro sui loro stipendi. E l’efficienza del servizio? Cosa si è fatto per aumentare la sostenibilità e l’uso degli autobus a Foggia? Nulla. La città insieme all’azienda Ataf è solo piegata da un osceno sistema clientelare e spartitorio”.

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