FOGGIA – Fondazione Con Il Sud, per innovare il welfare. La VI edizione del Premio “Menichella” al presidente dell’Acri Guzzetti

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FOGGIA – Fondazione Con Il Sud, per innovare il welfare. La VI edizione del Premio “Menichella” al presidente dell’Acri Guzzetti: “Un modello straordinario indispensabile per il Paese”

Borgomeo: “Il più grande esempio di  solidarietà privata”

 “Se il modello del no profit italiano è diventato uno standard di welfare sociale e culturale, il merito è senza alcun dubbio di Giuseppe Guzzetti. La sua riconosciuta capacità programmatica ha dato vita al più importante esempio d’intervento nel nostro Paese interamente dedicato al Mezzogiorno: la Fondazione Con Il Sud”. Con queste parole, mercoledì 8 maggio 2019 in sala “Rosa del Vento”, il presidente della Fondazione dei Monti Uniti, Aldo Ligustro, ha conferito a Giuseppe Guzzetti il Premio “Donato Menichella” VI edizione, riconoscimento istituito dalla Fondazione in collaborazione con la succursale foggiana della Banca d’Italia nell’ambito delle Giornate Economiche del Mezzogiorno, per onorare professionisti e istituzioni che con la propria opera hanno contribuito allo sviluppo culturale, sociale ed economico del meridione italiano.

Eletto presidente dell’Acri (l’associazione che riunisce le fondazioni di origine bancaria e le casse di risparmio) il 12 aprile del 2000 e in procinto di passare il testimone dopo 19 anni di onorato servizio, il presidente Guzzetti viene ricordato per la difesa dell’autonomia delle fondazioni, per l’impulso dato all’istituzione della Fondazione Con Il Sud e per il protocollo d’intesta, firmato con il Governo nel 2016, che ha dato vita al “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile”.

Moderato dal giornalista Filippo Santigliano, il pomeriggio di approfondimento si è aperto con la relazione del presidente della Fondazione Con Il Sud, Carlo Borgomeo, incentrata sulle strategie dell’istituzione nata da una felice intuizione di Guzzetti. “La Fondazione Con Il Sud è l’esempio più clamoroso di solidarietà privata mai registrato in Italia. Dal 2006 ad oggi il capitale “trasferito” da Nord a Sud ha toccato i 400 milioni di euro, risorse che hanno permesso il sostegno di 1.100 iniziative, tra cui la nascita delle prime 5 Fondazioni di Comunità del Mezzogiorno, e di 6.000 organizzazioni diverse con oltre 320.000 destinatari diretti”.

La Fondazione Con Il Sud è un ente no profit privato nato per volontà di Giuseppe Guzzetti dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato, al fine di promuovere l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno, cioè percorsi di coesione sociale e buone pratiche di rete per favorire lo sviluppo del Sud.

“Le valutazioni e le verifiche molto stringenti, la predilezione per i progetti cosiddetti esemplari, vale a dire replicabili, ed rapporto di collaborazione strategica con il terzo settore, sono gli elementi alla base del successo dell’operazione. Tuttavia – ha spiegato Borgomeo – sono due i veri pilastri dell’azione strategica della Fondazione: i concetti di capitale sociale e di intervento strutturale. La politica dei finanziamenti a pioggia non solo non ha portato i frutti sperati ma non ha risolto la madre di tutte le questioni, quella meridionale, nonostante settant’anni di intervento straordinario, che hanno portato certamente ricchezza ma non sviluppo. Col senno di poi è fin troppo facile giudicare le conseguenze delle scelte compiute in un’altra stagione da giganti come Saraceno, Vanoni e Morandi, tutti lumbard che si occupavano di Mezzogiorno con passione, come il presidente Guzzetti. A volte però ho la sensazione che la lezione di Giorgio Ceriani Sebregondi non sia stata compresa. Negli anni ‘50 il dimenticato sociologo fu uno dei primi a comprendere che lo sviluppo economico passa attraverso la soluzione dei grandi problemi sociali, non il contrario, come invece recita il dogma imperante della “crescita prima di tutto”, e che il trasferimento di risorse non genera automaticamente sviluppo. La Storia ha insegnato altro.

Sono convinto, infatti, che le cause del divario con il Nord del paese – ha proseguito il presidente – non vadano ricercate solo nelle responsabilità della classe dirigente meridionale o peggio ricorrendo al luogo comune di un Sud spremuto da un processo unitario “forzato” ma nel numero carente di asili nido, nel tasso altissimo di dispersione scolastica, nella mancata assistenza per anziani e disabili, nella difficoltà di mettere in campo serie politiche di inclusione sociale. Per questo la Fondazione Con Il Sud, voluta e difesa con forza dal presidente Guzzetti, opera nella convinzione che il capitale sociale sia un prerequisito indispensabile per la crescita economica. Non saprei dire – ha poi concluso Borgomeo – se sia giusto o meno conferire il Premio Menichella al presidente dell’Acri: quello che posso testimoniare è che per il Sud Giuseppe Guzzetti ha dimostrato una passione straordinaria”.

Alla penultima uscita dopo vent’anni alla guida dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, per la prima volta a Foggia, ha chiuso la sesta edizione delle Giornate Economiche del Mezzogiorno rievocando la genesi della Fondazione Con Il Sud e rivendicando il ruolo da protagonista delle fondazioni di orgine bancaria: “Durante il primo congresso dell’Acri insistemmo molto sulla necessità di inserire nella mozione finale un punto che impegnasse le fondazioni settendrionali a raccogliere risorse da destinare ad interventi per il Sud, perché eravamo e siamo convinti che se non si risolvono prima le grandi questioni sociali, se non si riducono le distanze tra Nord e Sud, il paese non farà molta strada. Per due anni – ha ricordato Guzzetti – abbiamo raccolto 25 miliardi di vecchie lire e investito tutto in una grande operazione di recupero del patrimonio storico, artistico e culturale del meridione. Tuttavia ben presto ci siamo accorti che il divario da colmare era troppo ampio e che non poteva essere un’iniziativa episodica, per quanto meritoria, a risolvere il problema. Così cominciò a prendere forma l’idea di uno strumento che avesse le risorse per operare quotidianamente nel contrasto alla povertà infantile, alla disoccupazione giovanile e nel sostegno alle tante fragilità, e che perseguisse tale obiettivo con lo stesso metodo messo in campo dalle fondazioni, impegnate in prima linea ogni giorno nelle grandi battaglie per lo sviluppo sociale ed economico del nostro paese”.

Comasco di Turate, classe ‘34, l’avvocato Guzzetti per ventidue anni è stato anche presidente della Fondazione Cariplo, ruolo che, suo malgrado, ha attirato spesso l’attezione dei media: “Non ho mai amato le cerimonie e le passerelle ma in questo caso ho fatto uno strappo alla regola, un’eccezione data dal prestigio del Premio, intitolato alla memoria di un grande uomo che ha fatto la storia d’Italia, e dai precedenti vincitori, personaggi di altissimo profilo e dai grandi meriti. Vi sono molto grato ma non posso che girare subito questo riconoscimento a tutte le fondazioni di origine bancaria, che rappresento ancora per qualche giorno. Con attenzione al territorio e lungimiranza, le fondazioni e le casse di risparmio hanno saputo innovare le forme di un welfare stanco dalle risorse sempre più scarse, con sperimentazioni che hanno prodotto modelli replicabili straordinari, come la nostra Con Il Sud e, più recentemente, con il Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile. Un metodo – ha chiosato il presidente Guzzetti – di cui il Paese ha oggi più che mai bisogno”.

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