SAN NICANDRO GARGANICO – DOPO LA TEMPESTA LA QUIETE – TORRE MILETO, LIDI E SVILUPPO DEL TERRITORIO

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SAN NICANDRO GARGANICO:

DOPO LA TEMPESTA LA QUIETE – TORRE MILETO, LIDI E SVILUPPO DEL TERRITORIO

di: Gino Carnevale

Ciò che sabato si è abbattuto sul territorio garganico e nella fattispecie nel comune di San Nicandro Garganico ha del’incredibile. Mai si era assistita tanta violenza scagliatasi sul terreno violando ciò che l’uomo aveva creato per se e per l’economia del paese che ruota attorno alla pastorizia, all’agricoltura, al buon cibo e al turismo.

Oggi si piange per i numerosi danni che il maltempo di sabato 13 luglio ha causato ai tantissimi agricoltori perdendo interi raccolti pronti per la raccolta del pomodoro, delle zucchine, delle angurie, delle primizie in generale e dei legumi ancora da raccogliere. Serre e impianti agricoli spazzati via dal maltempo come i numerosissimi alberi strappati dal terreno e caduti sulle case della zona turistica di Torre Mileto.

San Nicandro da anni soffriva una ripresa turistica e proprio quest’anno si registrava un alta percentuale per ciò che riguarda il turismo qui nella zona di Torre Mileto.

Una spiaggia bellissima. Una torre, quella di Mileto, una delle più antiche e grandi della costa adriatica nonché il punto della terraferma più vicino in assoluto alle Isole Tremiti per la distanza di sole 11 miglia.

La zona circostante la torre è di notevole interesse archeologico e naturalistico, per la presenza di insediamenti che vanno dal Neolitico al Medioevo e grazie alle rigogliose forme di macchia mediterranea e ad una scogliera ricca di specie biomarine, di anfratti e di sorgenti d’acqua dolce.

La torre sorge su una breve penisola, al largo della quale i fondali marini ospitano il relitto di una marsiliana, la Poma Santa Maria, affondata in circostanze misteriose nel 1607 e sospettata di trasportare un carico illecito di armi, tra cui alcuni cannoni: di essi tre sono stati recuperati nel 1975 dalla Soprintendenza Archeologica della Puglia, in collaborazione con il Nucleo Sommozzatori dei Carabinieri di Taranto, e sono tuttora esposti all’esterno della torre.

L’area occidentale del promontorio di Torre Mileto è stata interessata da una campagna di scavi archeologici, tesi ad indagare circa la presenza sul sito di vari insediamenti protostorici.

Probabilmente è di origine aragonese, si fa riferimento alla Torre già dal XIII secolo, quando un mandato di Carlo II d’Angiò re di Napoli, datato 22 marzo 1284, ingiungeva alla “Università[2] di San Nicandro Garganico di porre la guardia nelle torri marittime per vigilare sulle continue incursioni nemiche dal mare. La denominazione originaria, tuttora conservata nel volgo locale, pare fosse Maletta, sicuramente in riferimento a Manfredi Malettacamerario del Regno di Sicilia nella seconda metà del Duecento. Il toponimo sarebbe stato successivamente corrotto in Miletti e infine “abbellito” dalla vena classicista del neoclassico, per cui divenne Mileto.

La sua struttura è a base quadrangolare, con i lati disposti in ordine ai punti cardinali. Sul lato Sud vi è una scalinata rampante costruita in un periodo più tardo per introdurre più agevolmente a quello che, verosimilmente, doveva essere l’unico accesso originario. La parte superiore, delimitata da una corona a cinque caditoie a scopo difensivo, ospita la “piazza d’armi“, da cui è possibile scorgere tutte le altre torri costiere fino alla costa molisana. Nel periodo medievale la torre, verosimilmente diversa, era l’avanguardia settentrionale di un casale omonimo, nel quale ci perviene notizia di un arciprete che dipendeva dal vescovo di Manfredonia, distrutto da un attacco dei pirati saraceni nel 1245. L’attuale struttura è databile con certezza alla metà del XVI secolo, quando un mandato del viceré spagnolo Don Pedro di Toledo impose l’incremento e il rafforzamento dei presidi costieri e l’adeguamento strutturale delle torri già esistenti. Tra il XVII e il XVIII secolo la torre fu base stanziale di una piccola guarnigione di soldati, di numero variabile a seconda delle circostanze storiche: l’ultimo attacco documentato fu da parte dei turchi ottomani, nel 1649.

Verso la prima metà dell’Ottocento, la torre diviene base telegrafica per i contatti con le vicine Isole Tremiti, con annessa stazione meteorologica e semaforica collegata ad un porticciolo di IV classe ricavato nella baia ad Est. A questo periodo, con molta probabilità, risale un ulteriore innalzamento strutturale al di sopra della piazza d’armi, con la creazione di ulteriori ambienti e l’installazione di un braciere per le comunicazioni notturne. Intorno alla metà del Novecento diviene caserma della Guardia di Finanza.

Una zona turistica di tutto rispetto cresciuta negli anni che ha visto creare piano piano strutture ricettive per accogliere i turisti sulla spiaggia di Torre Mileto.

Quattro lidi lungo la spiaggia che offrono tutto ciò che i turisti meritano per il loro relax nelle vacanze estive. Spiaggia pulita e ben attrezzata. Collaborazione e unione tra i vari gestori balneari offrono una vetrina davvero incantevole. Il Mare Adriatico, quello delle Isole Tremiti e di Torre Mileto è uno dei più belli e più puliti in assoluto.

Si cerca di tenerla pulita e in ordine seppur lembi di spiaggia libera portano molti turisti a sporcare la spiaggia lasciando di tutto violando ciò che dovrebbe essere un territorio di tutti e rispettato da tutti. Da tempo si parla dei nostri lidi e da tempo molta gente che non ha voglia di crescere critica questa forma di turismo ma se pensiamo ad altre realtà ci rendiamo conto che essi portano economia, denaro, posti di lavoro. Ogni lido si serve di bagnini, di manovalanza per pulire e per sistemare lo stabilimento dando servizi a tutti. Questa è economia e crescita di un territorio abbandonando la vecchia concezione di ombrellone, fornacetta, tavolino e mezza casa sulla spiaggia lasciando poi schifezze di ogni genere! Non a caso al Lido Pantarei è stato installato un raccoglitore di sola plastica a forma di pesce proprio ad indicare ai fruitori della spiaggia che la natura  e l’ambiente vanno salvaguardati e che la plastica è un inquinante pericoloso!

Tra le centinaia di sorgenti d’acqua dolce dovute alla natura carsica del luogo, questa è la più caratteristica della scogliera di Torre Mileto.

 A meno di un chilometro dalla torre, verso Ovest, vi è un sito denominato in gergo locale “La Funtanèlla“.
Si tratta del punto di affioramento di una grossa falda acquifera, che sbocca proprio tra gli scogli, nei pressi di una piccola spiaggetta.

Anticamente vi era un sistema di raccoglimento che permetteva di servirsi dell’acqua dolce scaturita dalla sorgente.
Ancora oggi, soprattutto dopo periodi di piogge abbondanti, è possibile vedere i rigagnoli d’acqua che fuoriescono dal terreno e si ricongiungono con il mare.

Di lì a poco si raggiunge il parco archeologico dove sorge la suggestiva Chiesa di Santa Maria di Monte d’Elio testimoniando l’esistenza dell’antica città slava di Devia. Gioiello romanico pugliese e fulcro dell’antica città, da qui si diramano i sentieri che attraversano la natura incontaminata, ricalcando il tracciato di vecchie mulattiere. Restaurata negli anni Sessanta, la chiesetta ha tre navate, custodisce al suo interno un ciclo di affreschi duecenteschi dal gusto bizantineggiante regalando un panorama d’eccezione sulla piana Sagri-Falconetto e sulla vicina laguna di Lesina.

 Gino Carnevale

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