SAN SEVERO – SCRIVONO I DIPENDENTI DELLA COOP. CHE NON HANNO PIU’ UN POSTO DI LAVORO IN COMUNE

1.086 visualizzazioni

Siamo 15, siamo lavoratori impiegati a supporto di molti servizi comunali e dopo circa 23 anni a servizio del Comune di San Severo, dal 1° luglio scorso non abbiamo più un posto di lavoro. E non siamo nemmeno disoccupati, perché la cooperativa da cui dipendiamo da 18 anni, dopo aver ricevuto rassicurazioni verbali da amministratori e funzionari, che non si sono concretizzate con atti ufficiali, ha avviato con notevole ritardo le procedure per il licenziamento collettivo, che, al momento, non sono ancora concluse.
Siamo stati tutti colti di sorpresa, a dire il vero, perché in 18 anni ci eravamo ormai abituati ai fisiologici tempi della pubblica amministrazione, che, per bandire gare o prorogare i termini di un servizio, ha sempre agito in zona Cesarini.
Peraltro la nostra ‘relativa’ tranquillità derivava anche dal fatto che il servizio appaltato presso l’Area Contabilità è stato prorogato fino al 31 dicembre prossimo e altri servizi sono ancora in appalto.
Ma, ahinoi, stando alle notizie contenute nel comunicato stampa dell’Amministrazione Comunale del 3 luglio, in cui si afferma di “aver messo fine a una lunghissima stagione di precariato eterno e diffuso senza via d’uscita… con stipendi di poche centinaia di euro mensili”, noi pensiamo di essere stati solo i primi licenziati di una lunga serie.
Eh sì, perché di precari (dipendenti di cooperative che hanno in appalto servizi esternalizzati del Comune di San Severo) ce ne sono diverse decine.
Quindi, se quest’estate la Biblioteca Comunale ha chiuso per due settimane (gli altri anni organizzava interessanti eventi outdoor sul piazzale adiacente) e ha poi riaperto con orario ridotto, se i servizi demografici e l’Ufficio protocollo hanno patito (e tutt’ora patiscono) non poche difficoltà anche solo per garantire l’apertura degli sportelli, a breve assisteremo alla NON riapertura del Teatro Comunale e dell’Ufficio Sport, alla chiusura del MAT (Museo dell’Alto Tavoliere), al notevole ridimensionamento di servizi e attività legate ai Servizi Sociali (amministrativi, Ufficio mensa, Centro per Disabili, ecc.) all’Ufficio Tecnico e alla Ragioneria.
Una schiera di persone che in tutti questi anni hanno servito e sono serviti a tutte le amministrazioni che si sono succedute, che hanno garantito i servizi alla città e ai cittadini, che hanno portato professionalità e competenze, oltre ad averne acquisite, ora vengono mandate a ingrossare le file dei disoccupati, cosa che nella nostra città non aveva certo bisogno di incentivi.
La “stagione dei concorsi, la cui fase iniziale ha dato lavoro e stabilità a decine di famiglie” (anche di coloro che lavoravano nelle cooperative), come prosegue il summenzionato
comunicato stampa, è iniziata mentre questi lavoratori precari che ne hanno usufruito, erano ancora “instabilmente” dipendenti delle cooperative, e quindi con uno stipendio, per quanto di poche centinaia di euro.
A noi altri questa possibilità non è stata data, o dovremmo dire che non ci è toccata questa ‘fortuna’. Sta di fatto che il trattamento riservatoci non è stato decisamente equo.
Nel momento storico in cui in Italia si attuano strumenti normativi che consentono alla pubblica amministrazione di stabilizzare e internalizzare precari storici (vedi decreto Madia e Legge 145/2018, art. 1 Comma 760 e 761 per ex LSU/ATA del comparto scuola) il Comune di San Severo, in perfetta controtendenza decide di “licenziare”.
La maggior parte di noi ha superato i 50 anni e gli altri ci sono molto vicini e qualcuno è addirittura a qualche mese dalla pensione, per cui più che la “stagione dei concorsi” noi viviamo la “stagione” della vita in cui, con i capelli bianchi, ci si prende cura di chi prima si prendeva cura di noi, in cui diventiamo genitori dei nostri genitori, ma siamo anche genitori dei nostri figli, ai quali cerchiamo, tra mille difficoltà, di garantire un futuro.
A questo ora si aggiunge l’umiliazione subita da questa scelta per noi incomprensibile (sia sotto l’aspetto etico e morale, visto che l’A.C. ha sempre ritenuto un impegno morale prioritario salvaguardare e tutelare i livelli occupazionali per tutte le unità lavorative, ormai ‘pluriprofessionalizzate’, che sotto l’aspetto pratico e funzionale, data la carenza di personale, ulteriormente gravata dai pensionamenti delle prossime ore) e la sconcertante realtà di una quotidianità destabilizzata e sconvolta.
Il lavoro, oltre che un diritto, è sopravvivenza, è libertà e dignità, e noi ne siamo stati privati.
Ora ci aspettiamo che di questa grave vicenda si facciano carico soprattutto gli organi di governo della città, Giunta e Consiglio Comunale, che insieme ai sindacati si riesca a individuare la soluzione più opportuna, immediata e positiva, e che, come nella vicenda dei 30 lavoratori del Conad di un paio di anni fa, si “schierino tutti incondizionatamente al nostro fianco”.
I neo disoccupati del Comune di San Severo

Potrebbero interessarti anche...