SAN SEVERO – Le riflessioni e il messaggio a “Tutti i cristiani della diocesi” di S.E. Mons. Giovanni Checchinato, per l’assemblea diocesana

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Le riflessioni e il messaggio a “Tutti i cristiani della diocesi di San Severo” di S.E. Mons. Giovanni Checchinato, in occasione dell’assemblea diocesana. 

               << Una grande esperienza di ascolto e condivisione: così desideravamo vivere quest’assemblea diocesana dopo il cammino dello scorso anno che ci ha visti protagonisti nelle nostre comunità parrocchiali e zonali. E così lo abbiamo vissuto in questi giorni. È stata un’esperienza forte e sentiamo il bisogno di raccontarla perché raggiunga il cuore di tanti fratelli e sorelle nella fede >>, ha evidenziato il Pastore della Diocesi, che nel seguito visualizza i momenti essenziali del percorso. 

<< CI È STATO RICONSEGNATO IL VANGELO DELLA COMUNIONE

         La nostra esperienza di cristiani viene da lontano, dalla stessa esperienza della Trinità, visto che la Chiesa è il riflesso dell’amore Trinitario, in quanto “mistero di comunione in tensione missionaria” (Pastores dabo vobis 12). E siccome la Chiesa è esperienza donata, ma anche da costruire, abbiamo bisogno di contemplare e studiare il modello e la meta verso la quale siamo diretti: l’amore stesso di Dio Trinità, fatto di capacità di amare che significa capacità di donarsi, di fare spazio dentro di noi per accogliere il prossimo, consapevoli che dov’è amore c’è sempre un “di più” e un “meglio”. 

 

VOGLIAMO FARE ESPERIENZA DI COMUNIONE

La comunione si realizza solo nella misura in cui sappiamo coniugare nella nostra esperienza ecclesiale l’ascolto e l’attuazione della Parola, la dimensione drammatica e gloriosa della Pasqua, la strabiliante competenza della lingua nuova della Pentecoste. Sappiamo quant’è faticoso mettere insieme “storia e Parola”, “croce e risurrezione”, autoreferenzialità e apertura incondizionata agli altri: sono tutte esperienze che ci appartengono e che contrassegnano la nostra vita personale, familiare, sociale ed ecclesiale. Le resistenze alla comunione che provengono dal nostro amor proprio, gli individualismi presenti anche nelle nostre comunità, l’accentuarsi del protagonismo, il rischio di confondere il servizio con il potere che fa emergere la “sindrome dei dominanti” assomigliano tanto a quella lingua parlata a Babele che crea divisione e disfattismo.

 

CI IMPEGNIAMO A COSTRUIRE LA COMUNIONE

C’impegniamo a costruire la comunione provando a rendere più evangelico il nostro parlare: “Il vostro parlare sia sì, sì, no, no; tutto ciò che va oltre questo, viene dal maligno” (Mt 5, 37). “Nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca; ma piuttosto, parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano” (Ef 4, 29). “Che non ci sia fra voi il terrorismo delle chiacchiere, eh! Cacciatelo via! Ci sia fraternità!” (Papa Francesco).

Vogliamo garantire più spazio ai frutti della Pentecoste nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità parrocchiali, nella nostra Diocesi: in ogni esperienza ecclesiale ci sia posto per ascoltare, per capire, per parlare, per correggersi nella carità, perdonare per fare bene il bene, vincere il male con il bene, ricavare il bene anche dal male. E sperimentare la bellezza di ritrovarsi nello stesso luogo per fare esperienza del dono dello Spirito che rende uno i molti >>. 

 

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