SAN SEVERO – SCHÄFER, LA POETESSA DELLA SPERANZA di N. MICHELE CAMPANOZZI

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SCHÄFER, LA POETESSA DELLA SPERANZA
di N. MICHELE CAMPANOZZI

In un mondo che ogni giorno sta diventando sempre più arido, leggere un testo poetico, come quello di Diana E. Schäfer, è come bere a una fonte di acqua limpida, dove tutto diviene luce, incanto, freschezza, purezza. Questa raccolta (Poesie d’amore, Grafiche Sales, San Severo 2019, pag. 180, € 12,00) con le sue 177 poesie si presenta come un fiume di parole ispirate, discrete, solari, talora struggenti, ma sempre ricche di quella delicatezza che si rifà a una profonda religiosità. Con attenzione e interna serenità spirituale ho letto questa silloge poetica, scritta con il cuore, sommessamente e con tanto pudore. Da essa affiorano il lento e morbido sentire della Poetessa, la nitida bellezza delle immagini adoperate, un antico dolore mutato nella certezza di ritrovare un giorno “oltre il ponte” le persone amate: il tutto viene espresso in un linguaggio che con la sua semplicità cattura l’interesse e la sensibilità del lettore e, introducendolo in un’altra Realtà, lo spinge a meditare solcando quegli impraticati sentieri di una luminosa speranza. La struttura compositiva del testo, nonostante le apparenze, è quanto di più maturo si possa immaginare, con il ricorso a un lessico immediato molto suggestivo che si articola in versi densi, scorrevoli e di una fine e gradevole musicalità.
I temi trattati sono quelli legati all’esperienza personale di due perdite atroci (nipotino e figlia). Qui si pone con urgenza la domanda del “senso del vivere”, s’interroga il Mistero della Natura e del creato, si dipana il poema sinfonico della sua anima attraversata non solo da affetti e ricordi, ma soprattutto da una visione dell’esistere che va ben oltre il comune sentire dei più. Di fronte a parole di questo genere non ci si può disporre che con estremo rispetto, attraversati da uno stupore quasi ammutolito e come ammaliati da tanta raffinatezza. Le emozioni qui si fanno evidenti come uno specchio del desiderio di una diversa umanità, invitata a riscoprire e ritrovare le sue radici nel “giardino del cuore”, troppo spesso inaridito e spento dalla ricerca di ciò che valori non sono.
Dopo averci regalato nel 2016 “Oltre l’arcobaleno”, ora non posso che complimentarmi con la Poetessa, per questo ulteriore bel dono del suo animo, squisito nella sua finezza, piacevole non solo nella elegante scioltezza dello stile, ma soprattutto nel sapore dei contenuti accompagnato a un chiaro e accorato messaggio che invita a ricercare l’amore che si dispiega in una universale fraternità. Quando si è di fronte a una vera poesia, com’è questa, la mente allora è costretta a tacere, la parola si ritrae, gli occhi si aprono all’ammirazione e lo spazio con il tempo sono lasciati alla sola contemplazione. È qui che risiede il suo vero miracolo. Un Grazie di cuore, dunque, a questa Poetessa che nella sua sincera umiltà esterna tutta la sua trasparente originalità.

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