SAN SEVERO – “La scelta cooperativa. La corrispondenza fra Rosario Labadessae Tullio Botteri” nel libro di Marcello Ariano e Claudio Finzi. Il 15 gennaio la presentazione alla Biblioteca “Minuziano”

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Sarà presentato mercoledì 15 gennaio 2020 il libro “La scelta cooperativa. La corrispondenza fra Rosario Labadessa e Tullio Botteri” di Marcello Ariano e Claudio Finzi. Ne parlerà il prof. Michele Presutto, presidente Comitato di Foggia dell’Istituto per la Storia del Risorgimento, insieme a Marcello Ariano. L’incontro – organizzato dal CRD Storia Capitanata – è previsto alle ore 18, presso la sala conferenze della Biblioteca comunale “Minuziano” in largo Sanità a San Severo.

Le lettere fra Rosario Labadessa e Tullio Botteri, due quadri dirigenti del cooperativismo fascista, rappresentano dei flash che illuminano e fotografano situazioni e momenti diversi della loro vicenda umana e politica, negli anni dalla caduta del regime fino all’avvento del nuovo sistema politico, e rendono palpabile la ricaduta di eventi drammatici sul loro stato d’animo e sull’orientamento delle loro scelte. Labadessa e Botteri sono rappresentanti emblematici di quel personale politico con i trascorsi in camicia nera che, potendo contare sulle proprie competenze e professionalità, è, nella stagione della ricostruzione postbellica, recuperato e valorizzato dai partiti e dalle organizzazioni dell’antifascismo, e reinserito nella vita della giovane repubblica.

L’evento è organizzato in collaborazione con la Città di San Severo – Assessorato alla Cultura e l’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Comitato Provinciale di Foggia.

 

Marcello Ariano

Nato a Torremaggiore, dopo aver trascorso alcuni anni a Torino, dove ha conseguito la laurea in Scienze Politiche, e a Milano, alle dipendenze di un grande gruppo metalmeccanico, attualmente vive a Foggia. Ha al suo attivo una cospicua produzione pubblicistica. Fa parte della redazione del “Provinciale”, è tra i fondatori e redattori del semestrale di letteratura, arte e storia “Carte di Puglia”; collabora, inoltre, a diversi periodici.

Scrive versi sin dalla giovane età, le sue prime esperienze poetiche sono raccolte in Minuta di versi (1979), a cui hanno fatto seguito Terra dove (1993), Tempo di sabbia fine (1999), Alla clessidra c’è rimedio (2010), Nel tempo degli dèi e degli uomini (2013), e Cartoline dal Preappennino (2015).

Alla militanza poetica associa ricerche e studi sul territorio pugliese, pubblicando numerosi articoli e saggi storiografici, tra cui Stampa locale e riforma agraria in Capitanata 1945-1950; Tecnici e storia del territorio: la memoria dimezzata; La rivista dell’Opera Nazionale per i Combattenti “La conquista della terra”. Ha curato il volume Lorenzo Scillitani, il sindaco galantuomo. Ha pubblicato inoltre: Gaetano Postiglione. Biografia di un modernizzatore; Giuseppe L. Crucinio. Nel segno di ‘Dio Patria Famiglia’; Note storiche sulla tranvia di Torremaggiore; Rosario Labadessa, cooperatore. Appunti per una biografia. È socio dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e della Società di Storia Patria per la Puglia.

 

Caudio Finzi

È stato professore ordinario di “Storia delle dottrine politiche” all’Università di Perugia per vent’anni. Laureato a Cagliari, dove ha iniziato la carriera universitaria, successivamente ha insegnato all’Università della Tuscia (Viterbo) e “La Sapienza” di Roma”. Ha inoltre tenuto corsi o seminari e impartito lezioni nelle università di Turku (Finlandia), “Pompeu Fabra” di Barcellona, di Girona (Spagna), Università Cattolica Argentina di Buenos Aires, Università Cattolica di La Plata (Argentina), di Monaco di Baviera.

Pur non trascurando altri aspetti e momenti della storia delle dottrine politiche, la sua ricerca scientifica si è sempre mossa soprattutto su due filoni. Da un lato si interessa particolarmente del pensiero politico italiano e ispanico del Quattrocento e del Cinquecento. D’altro canto dedica molta attenzione al problema dell’ideologia tecnocratica contemporanea.

Trattando del Quattrocento e del Cinquecento ha studiato anche il problema della guerra, considerando non tanto la tecnica bellica quanto la struttura sociale del mondo dei condottieri, i rapporti tra le famiglie, la loro cultura, il rapporto con gli Stati italiani del periodo. Particolare attenzione ha rivolto al pensiero sulla guerra espresso sia dai condottieri sia dai politici umbri, che di guerra spesso sono esperti quanto i soldati: mentalità dei condottieri, significato della guerra, importanza delle qualità dei comandanti.

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