FOGGIA – Una ricerca sul microbiota intestinale per la prevenzione, diagnosi e cura del cancro del colon-retto. Al Giordano il primo eventobenefico a sostegno del progetto

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Una ricerca sul microbiota intestinale per la prevenzione, diagnosi e cura del cancro del colon-retto. Al Teatro “Giordano” il primo evento

benefico a sostegno del progetto che parte da Foggia.

Un progetto per analizzare il microbiota intestinale nei pazienti con diagnosi di cancro del colon-retto, al fine di acquisire una conoscenza sempre più approfondita della relazione tra microbiota e meccanismi correlati alla comparsa e alla progressione neoplastica e di fornire nuovi strumenti di prevenzione, diagnosi precoce e cura.

E’ l’iniziativa promossa dalla Struttura Complessa di Chirurgia Generale Ospedaliera del Policlinico di Foggia, diretta dal Dott. Fausto Tricarico, e sviluppata in collaborazione con la S.S.V.D. (Struttura Semplice a Valenza Dipartimentale) di Biologia Molecolare Oncologica, diretta dalla dott.ssa Iole Natalicchio, e con l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano-IEO.

«Per realizzare questa importante iniziativa scientifica, -sottolinea il dottor Tricarico- saranno necessari fondi che contiamo di raccogliere attraverso una serie di eventi benefici grazie alla generosità dei nostri concittadini. Siamo sicuri che vorranno contribuire ad un progetto che parte dal Policlinico di Foggia e, grazie al coordinamento scientifico dell’IEO, potrà dare un grande contributo ai numerosi studi che stanno prendendo vita sul microbiota intestinale in campo oncologico».

Il dottor Tricarico ha riunito un comitato organizzatore che si occuperà di promuovere ed organizzare gli eventi benefici.

Il primo appuntamento per la raccolta dei fondi necessari è in programma il 29 febbraio prossimo, alle ore 20.30, al Teatro Giordano di Foggia. Si tratta del concerto “Anema e Core”, di Micky Sepalone ed Angela Piaf, che per la prima volta saranno accompagnati sul palco da 12 elementi di orchestra: i consueti partner della “Canta Napoli Band” saranno affiancati da altri musicisti di qualità della nostra terra che vantano esperienze con artisti del calibro di Fausto Leali. Uno spettacolo al tempo stesso emozionante ed esilarante, nel quale i due cantanti foggiani ripercorreranno la storia della canzone classica napoletana, “sfidandosi” amichevolmente per ritrovarsi nei loro apprezzati duetti.

L’evento sarà organizzato dalla Struttura di Chirurgia Generale Ospedaliera degli “Ospedali Riuniti di Foggia”, in collaborazione con l’IEO di Milano, il Club Unesco di Foggia, i Rotary Club di Capitanata, l’Associazione “Agata” di Foggia, la società GAM e la società ProEventi di San Severo e con il patrocinio dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Ospedali Riuniti di Foggia”, del Comune di Foggia-Assessorato alla Cultura e dell’Università degli Studi di Foggia-Facoltà di Medicina e Chirurgia.

Si accederà per invito: per informazioni, si può scrivere a info@mickysepalone.com o telefonare al numero 338.8505556.

Nel corso della serata, saranno anticipate le tappe successive del progetto e degli eventi benefici collegati.

 

 

PER APPROFONDIRE

 

IL MICROBIOTA INTESTINALE

Per microbiota intestinale si intende l’insieme dei microrganismi, dei loro geni e dei loro metaboliti, presenti nel tratto gastrointestinale umano. La microflora intestinale svolge diverse funzioni benefiche che contribuiscono al mantenimento di uno stato di salute “buono” dell’individuo: 1) produzione di vitamine e di metaboliti tumore-soppressivi, come gli acidi grassi a catena corta (es. butirrato) ad azione immunosoppressiva e regolatrice della proliferazione cellulare e dell’apoptosi; 2) mantenimento della funzione epiteliale di barriera; 3) azione diretta sulle cellule del sistema immunitario finalizzata alla prevenzione dell’infiammazione e alla riduzione della risposta cellulare; 4) azione competitiva nei confronti di batteri patogeni.

Grazie allo sviluppo di nuove tecniche di biologia molecolare è stato possibile identificare e quindi classificare, i costituenti del microbiota intestinale.  Nell’individuo adulto, i phyla batterici più rappresentati sono Firmicutes 72%, Bacteroidetes 20% e Actinobacteria e Proteobacteria 5-8%. Al primo phylum appartengono più di 200 generi diversi, tra cui Cocchi, Bacilli e Clostridi, mentre nel secondo sono inclusi più di 20 generi, tra cui Bacteroides e Prevotella. Nel gruppo degli Actinobacteria ritroviamo i Bifidobatteri, mentre in quello dei Proteobacteria sono comprese le Enterobacteriaceae ed Escherichia coli. Nel complesso, la popolazione microbica intestinale include delle 500 alle 1000 specie differenti e in totale, le cellule batteriche sono 1014, un numero 10 volte superiore a quello delle cellule eucariotiche umane; è per questo che il microbiota intestinale umano contiene un numero di geni almeno 100 volte superiore a quello dei geni che costituiscono il genoma umano e si può considerare un vero e proprio genoma supplementare per l’ospite, detto microbioma.

Il microbiota condiziona la suscettibilità alla malattia neoplastica, attraverso effetti metabolici e di modulazione sulla risposta immunitaria. Sulla base di studi di sequenziamento metagenomico, un numero sempre maggiore di neoplasie risulta associato ad una alterazione nella composizione del microbiota commensale (disbiosi). I batteri intestinali possono esercitare effetti oncogenici o tumore-soppressivi sia a livello locale sia a livello sistemico. Il microbiota può influenzare la predisposizione e la progressione del cancro attraverso vari meccanismi, come la modulazione dell’infiammazione, o l’induzione di danni al DNA attraverso la produzione di tossine o di specie reattive dell’ossigeno (ROS).  Alcuni studi hanno dimostrato che il microbiota di pazienti affetti da cancro del colon-retto, rispetto a quello di individui sani, risulta essere arricchito di batteri patogeni, opportunisti ed associati a disordini metabolici come Fusobacterium nucleatum, Escherichia coli, Bacteroides fragilis e Enterococcus faecalis. Il microbiota intestinale è anche in grado di trasformare componenti bioattivi presenti nella dieta in metaboliti ad azione preventiva. Ad esempio, il butirrato, acido grasso a catena corta derivante dalla fermentazione delle fibre solubili, presenta importanti effetti antinfiammatori e regolatori sull’espressione dei geni coinvolti nella proliferazione cellulare e nell’apoptosi.

Recenti evidenze sottolineano inoltre, la possibilità di manipolazione del microbiota attraverso l’utilizzo di probiotici come adiuvanti per l’immunoterapia oltre all’impiego di molecole ad azione mirata sugli enzimi microbici, al fine di migliorare l’efficacia dei trattamenti antineoplastici.

 

IL PROGETTO

Il carcinoma del colon-retto (CRC) o adenocarcinoma è una neoplasia epiteliale maligna molto frequente nei paesi occidentali, dove è il tumore più diagnosticato dopo quello polmonare nell’uomo e quello mammario nella donna.

Nel 2019 in Italia sono state effettuate oltre 49.000 nuove diagnosi di CRC mentre i decessi sono stati circa 20.000. Il CRC colpisce con una leggera prevalenza il sesso maschile e la sua incidenza aumenta con l’aumentare dell’età. La maggior parte dei carcinomi colo-rettali (circa il 90%) è di origine sporadica, mentre circa il 5% è di tipo ereditario ed insorge nel contesto di varie sindromi geneticamente determinate (es. la sindrome di Lynch, HNPPC e la poliposi adenomatosa familiare, FAP).

Solitamente la carcinogenesi del CRC è un processo “multistep” che può evolvere nell’arco di 10 anni e prevede una fase di “iniziazione”, nella quale si ha la trasformazione dell’epitelio normale in adenoma, seguita da una fase di “promozione” con l’evoluzione da adenoma a cancro. Ogni trasformazione è conseguenza dell’accumulo sequenziale di alterazioni genetiche e epigenetiche che agiscono sui geni oncosoppressori, sui proto-oncogeni e sui geni del mismatch repair, che svolgono un ruolo chiave nei meccanismi di riparo del DNA. L’eziologia multifattoriale del CRC suggerisce che fattori ambientali e suscettibilità possano avere un ruolo preponderante nella genesi di questo tumore. Tra i fattori favorenti ritroviamo una dieta ricca di grassi animali e povera di fibre, uno stile di vita sedentario, l’obesità, il fumo di sigaretta, un consumo eccessivo di alcool, la presenza di diverticoli del colon oppure malattie infiammatorie croniche intestinali, l’età avanzata. Tra i fattori protettivi, troviamo una dieta ricca di frutta e verdura, il consumo di carboidrati non raffinati, vitamina D e calcio, l’attività fisica moderata e regolare, l’assunzione giornaliera di basse dosi di acido acetilsalicilico per lunghi periodi.

Una relazione tra il microbiota intestinale e i tumori del colon-retto è stata ipotizzata più volte, soprattutto per il forte legame esistente tra questa neoplasia e la dieta. Lo sviluppo di metodiche di biologia molecolare sempre più efficaci ha reso possibile uno studio più approfondito del microbiota e ha messo in evidenza le differenze che esistono a livello qualitativo tra la flora intestinale delle popolazioni a rischio di insorgenza di CRC e quella delle popolazioni in cui questo rischio è ridotto.

Il progetto si propone, quindi, di caratterizzare la composizione del microbiota intestinale nei pazienti affetti da cancro del colon-retto per contribuire alla Ricerca che punta ad intercettare i segnali predittivi di malattia e ad attivare percorsi terapeutici precoci.

Oggi l’esame di screening per il tumore del colon-retto è la ricerca del sangue occulto nelle feci che molto spesso permette di rilevare la presenza di tumore già in fase avanzata. Lo studio della composizione batterica del microbiota intestinale potrebbe rappresentare un biomarcatore precoce di malattia.

Lo studio prevede la raccolta di campioni fecali di pazienti con diagnosi di carcinoma del colon-retto afferenti e, come dato di confronto, quelli di individui sani che rappresentino la composizione “normale” del microbiota. L’analisi metagenomica sarà condotta mediante tecniche di sequenziamento massivo parallelo (Next Generation Sequencing) e successiva analisi bioinformatica.  L’identificazione di alcuni ceppi batterici noti come marcatori del carcinoma, tra cui il Fusobacterium nucleatum, già associato alla malattia, consentirebbe una nuova tipologia di diagnosi del tumore al colon-retto basato proprio su questi ceppi che nei malati risultano modificati rispetto ai controlli.

Nel progetto saranno impegnati quattro specialisti del Policlinico: la dott.ssa Iole Natalicchio, biologo molecolare, che coordinerà lo staff territoriale; il dott. Guido Giordano, oncologo; la dott.ssa Francesca Sanguedolce, anatomopatologa; il dott. Vincenzo Lizzi, chirurgo.

 

                                                                                                                      L’Ufficio Stampa

                                                                                                             Loris Castriota Skanderbegh

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