FOGGIA – “Trattative per contratto agricolo provinciale: il paradosso delle ingiustizie” – Presa di posizione di FLAI Cgil, FAI Cisl e UILA Uil

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“Trattative per contratto agricolo provinciale: il paradosso delle ingiustizie” – Presa di posizione di FLAI Cgil, FAI Cisl e UILA Uil
 
“Dissentiamo in modo fermo da quanto divulgato ai media da qualche organizzazione datoriale sulla complicatissima e difficile situazione dei lavoratori agricoli e della sottoscrizione del contratto agricolo provinciale. Paradossalmente, lo stato di agitazione lo dovremo indire noi!”
Lo affermano Daniele Iacovelli, Donato Di Lella e Antonio Castriotta, segretari generali della FLAI CGIL, FAI CISL e UILA UIL di Foggia, che da un anno e mezzo si sforzano di far comprendere cercano di far comprendere proprio alle organizzazioni sindacali datoriali le reali esigenze dei lavoratori.
“Il famoso accordo del 2017, al quale si fa riferimento nelle note stampe divulgate, è stato il frutto di una assunzione di responsabilità da parte nostra, come sindacati responsabili, che in un momento economico difficile, venendo incontro alle esigenze dei produttori ‘sani’ e contrastando chi si macchia di dumping contrattuale e sfrutta la manodopera in nero o grigio, abbiamo concordato un salario sperimentale, a fronte di un impegno di applicare questo stesso salario ‘agevolato’ solo per alcune fasi lavorative, con un aumento minimo di giornate agricole. Ciò significa che un lavoratore agricolo, che lavora nel corso dell’intero anno in ogni condizione climatica e meteorologica, con il carico di lavoro delle raccolte invernali (verdure, ortaggi, ecc.) ed estive (pomodori) non ottiene ancora un adeguato compenso giornaliero – continuano i segretari Iacovelli, Di Lella e Castriotta – Sono quei lavoratori che hanno garantito che arrivasse il cibo sulle tavole degli italiani in pandemia, sono quei lavoratori che continuano letteralmente a morire di fatica nei campi. Le aziende non possono continuare a scaricare sui lavoratori i costi di produzione, il mancato controllo del mercato o l’imposizione dei prezzi della grande distribuzione che si approvvigiona, anche, da mercati non propriamente etici. Siamo pronti a sederci al tavolo delle trattative, come abbiamo sempre fatto, non declinando nessun appuntamento – puntualizzano Iacovelli, Di Lella e Castriotta – ma se continuiamo a discutere solo di ulteriori periodi di salari sperimentali, non arriviamo da nessuna parte. Senza entrare, poi, nel merito di altre questioni, altrettanto importanti, come la sicurezza e la salute dei lavoratori, la formazione qualificata, la produttività, il welfare aziendale, la ricerca delle migliori condizioni di lavoro possibili per sconfiggere il caporalato e il lavoro sommerso attraverso sistemi condivisi. Pensiamo seriamente di indire stati di agitazione e scioperi delle lavoratrici e dei lavoratori che rappresentiamo, per i quali il nuovo contratto agricolo rappresenta uno strumento basilare di sopravvivenza. Parliamo di un salario dignitoso, di diritti e tutele che sono patrimonio comune di democrazia e di dignità di vita, le cui radici sono ben piantate nei principi costituzionali del lavoro”.

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