RICCI (UIL FOGGIA): “Altre dodici settimane di cassa integrazione per le piccole aziende; riforma degli ammortizzatori sociali urgente e improrogabile”

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RICCI (UIL FOGGIA): “Altre dodici settimane di cassa integrazione per le piccole aziende; riforma degli ammortizzatori sociali urgente e improrogabile”

“A questo punto, considerato il quadro generale, è indispensabile programmare con urgenza altre dodici settimane di cassa integrazione per le aziende di piccole dimensioni per le quali quella già decisa scade a inizio ottobre”. A dichiararlo, Gianni Ricci, Segretario Generale UIL FOGGIA, in sintonia con quanto dichiarato alcuni giorni fa dal Segretario Generale UIL, Pierpaolo Bombardieri. “In Puglia, in Capitanata, come in buona parte del territorio nazionale, in alcuni settori, soprattutto commercio, artigianato e servizi, ci sono aziende dove le attività sono riprese a scartamento ridotto o, addirittura, mai ricominciate. Di conseguenza, tanti lavoratori e lavoratrici vanno avanti grazie agli ammortizzatori sociali. Quando, di qui a qualche settimana, termineranno si troveranno a dover fronteggiare lo spauracchio del licenziamento. Parliamo soprattutto di piccole aziende lontane dai riflettori dei media. Ed è questo che ci preoccupa di più: che si consumi una carneficina, in termini di licenziamenti, nel silenzio generale” .
Di qui la necessità che il Segretario Generale UIL FOGGIA ribadisce con forza: “proroga del blocco dei licenziamenti e ampliamento dell’intervento di cassa integrazione fino al 31 dicembre”.
Per Ricci, l’altro aspetto fondamentale è la riforma degli ammortizzatori sociali: “Ci aspettiamo dal Governo una presa di posizione netta ma anche stanziamenti congrui a implementare un processo di riforma fondamentale per le sorti del Paese. Con un solo miliardo e mezzo non si va da nessuna parte! La riforma, come dichiarato dal nostro Segretario Generale, deve essere basata sia su un principio assicurativo sia su un principio solidaristico. Oggi, le aziende di alcuni settori non versano nulla: bisogna decidere come si ripartisce questo costo anche su intere categorie che oggi non versano neanche un euro per gli ammortizzatori sociali e fruiscono della cassa integrazione straordinaria, pesando sulle tasche di tutti gli italiani. Insomma ci vuole un intervento da parte dello Stato, ma devono contribuire anche le aziende”.

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