Blitz nei campi dei pomodoro del Foggiano, ispettori del lavoro scoprono 42 lavoratori in nero: sospesa l’attività di tre aziende agricole

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In attuazione al Programma Su.Pre.Eme. Italia, la provincia di Foggia e i comuni di Margherita di Savoia, Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia sono stati interessati da una attività di vigilanza coordinata dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Foggia in collaborazione con l’Ispettorato Interregionale di Napoli e gli Ispettorati Territoriali del Lavoro di Napoli, Campobasso-Isernia, Bari, Roma, Reggio Calabria e Brindisi, nonché con l’ausilio di funzionari della Asl locale, dei militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Foggia e del comando provinciale dei Carabinieri di Foggia, coadiuvati dai mediatori culturali messi a disposizione dall’organizzazione Internazionale per le Migrazioni Oim.

L’attività di vigilanza straordinaria, svolta ininterrottamente nel periodo compreso tra luglio e agosto, ha interessato gli agri in cui era in corso in via prevalente la raccolta del pomodoro e che storicamente è caratterizzata da un massiccio utilizzo di manodopera extra-Ue.

Nel corso degli accertamenti sono state ispezionate 51 aziende agricole e verificate le posizioni lavorative di 394 lavoratori, di cui 265 provenienti da Paesi extra-Ue. Sono state riscontrate violazioni in materia di lavoro e legislazione sociale e di sicurezza sui luoghi di lavoro riferite a 85 lavoratori, dei quali 42 occupati “in nero”.

Oltre alle sanzioni, nell’immediatezza degli accessi, sono stati emanati tre provvedimenti di sospensione dell’attività di altrettante aziende per la presenza accertata lavoratori completamente “in nero”, tra i quali 6 braccianti agricoli provenienti da paesi extra-Ue privi di permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

L’attività di vigilanza straordinaria è ancora in corso e al termine degli accertamenti sarà possibile verificare ulteriori ipotesi di irregolarità, con particolare riferimento a casi di sfruttamento lavorativo (ex art. 603-bis c.p.), sulla scorta degli elementi di prova raccolti sui terreni e delle denunce già presentate presso l’Ispettorato del Lavoro di Foggia, successivamente agli accessi ispettivi.

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